Il film di produzione svedese, danese e tedesca uscito al cinema lo scorso 28 maggio, è un thriller che dura 148 minuti

La regina dei castelli di carta (Luftslottet som sprängdes)

  Cultura e società  

Il film è tratto dal terzo romanzo della serie Millenium di Stieg Larsson, preceduto da “Uomini che odiano le donne” e “La ragazza che giocava con il fuoco”.

Tutto inizia da dove “La ragazza che giocava col fuoco” finiva. Sopravvissuta al confronto col padre e alla furia dell´esagerato fratellastro, infatti, Lisbeth Salander viene ricoverata in ospedale con una pallottola in testa. A un passo dalla morte e a due camere dalla stanza di Alexander Zalachenko, la ragazza che odia gli uomini e su tutti il genitore disertore è una minaccia per la Sezione, ramo deviato e criminale della SÄPO (i servizi segreti svedesi). Sfinita dagli abusi e dai soprusi, Lisbeth è decisa a rivelare al mondo le mostruosità commesse dal padre e dallo spregevole dottor Teleborian, disposto di nuovo a redigere a suo danno una falsa perizia psichiatrica.

Ora che Lisbeth è stata ritrovata, la copertura di Zelachenko rischia di crollare e potrebbero emergere fatti accaduti quando la dodicenne Lisbeth era stata venduta per coprire gli atti di violenza del padre. Per salvaguardare Zalachenko, preziosa fonte di informazioni, e il loro circolo corrotto operativo dagli anni Settanta i “servizi” organizzeranno una violenta rappresaglia. Ma Lisbeth, insieme al giornalista Mikael Blomkvist e con l´aiuto di altri personaggi, cercherà di portare finalmente alla luce la verità che si era inseguita vanamente per i primi due libri e film, estirpando dai servizi segreti le mele marce che li hanno inquinati per tanto, troppo tempo. La sua inchiesta denuncerà i colpevoli, riportando al centro dell´attenzione e del suo cuore la problematica Lisbeth.

Lisbeth ha chiuso a chiave le sue emozioni, il suo cuore, per proteggersi. Ma quando fa entrare qualcuno nel suo mondo, diventa di una fedeltà e lealtà assolute. È pronta a combattere fino alla morte per quello in cui crede. - ha detto Noomi sul suo personaggio - In Lisbeth, le ferite e le vulnerabilità saltano agli occhi. In me, sono più nascoste e in profondità, e ho dovuto enfatizzarle per riuscire a interpretarla.

L´epilogo è il più debole dei tre atti e replica lo schema della ragazza vessata dal tutore maniaco e del giornalista superstar minacciato dai cattivi di turno.

La regia è di Daniel Alfredson, che si limita ad una semplice ed elementare trasposizione del libro di Larsson. I protagonisti del film sono Michael Nyqvist (Mikael Blomkvist), Noomi Rapace (Lisbeth), Annika Hallin, Per Oscarsson, Lena Endre, Peter Andersson e molti altri attori.

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