Oggi la bomboniera gode di una tradizione consolidata, ha varcato da più decenni i confini per raggiungere le comunità italiane all’estero, è divenuta usanza conclamata in altre nazioni che, leggermente modificandola, la fanno vivere per celebrazioni quali la presentazione al tempio o l’annuncio della gravidanza.

L’Italia ne è l’indubbia portabandiera con le sue aziende, i suoi creativi, i suoi negozi. Sono circa 700, tra medie e piccole imprese, le aziende che operano nel comparto produttivo (l’80% è a livello artigianale) e oltre 200 i distributori e importatori, nazionali e regionali. La vendita al dettaglio registra oggi circa 6 mila punti vendita specializzati in bomboniere: erano quasi 12 mila a metà degli anni Ottanta. Un calo dettato dalle leggi di mercato, dal cambio generazionale che non ha garantito la successione e dal mutare dei costumi. Così il negozio di bomboniere ha ampliato la gamma trasformandosi in negozio di articoli da regalo; il negozio lista nozze ha inserito la bomboniera; la pasticceria si è riappropriata del suo antico ruolo; la cartoleria continua nella vendita stagionale in occasione di cresime e comunioni; il fiorista si affaccia al mercato forte del fatto di essere fornitore indispensabile della cerimonia. Di fatto, dunque, sono oltre 10 mila i punti vendita che trattano bomboniere in Italia.

Il fatturato complessivo annuo, tra comparto produttivo, distributivo e dettaglio, ammonta a 800 milioni di euro, di cui circa 25% è esportazione. Oltre trenta mila sono gli addetti.

La Toscana rappresenta nel comparto produttivo la punta di diamante nell’oggettistica legata alla bomboniera. Per la qualità e l’etereogeneità dei materiali (argenti, cristalli, vetri, porcellana, ceramiche, terracotta), l’eleganza innata delle forme classiche e rivisitate, l’estro creativo dei mastri di bottega, oggi più semplicemente artigiani. La maggiore concentrazione di aziende è nelle province di Firenze, Arezzo, Siena, Prato, Pisa. Con un orgoglio tipicamente toscano, che gli stranieri riconoscono e apprezzano. La Campania è un altro importante centro di produzione con le ceramiche (Vietri per esempio), i vetri, il cristallo e gli accessori in tessuto. Il Veneto con le ceramiche di Nove, Bassano e i vetri artistici di Murano. La Lombardia con il tessile (tulli, pizzi e veli). Sulmona con i suoi confettieri.

Tutto oggi potrebbe essere vissuto come bomboniera e quello che la trasforma nel simbolo della tradizione sono la confezione e l’inserimento dei confetti. Buona tenuta, anzi incremento, dunque, per scatoline, nastri, tessuti. Ottimo il mercato dei confetti, dai classici con mandorla d’Avola intera senza amido sino a quelli speziati e aromatizzati o al cioccolato. In ripresa, dopo una flessione considerevole, le ceramiche, con rinnovato interesse per quelle legate alle culture locali. Argento e porcellana mantengono il trend. In risalita i materiali alternativi, se legati a innovazioni di design.

Dal 1980 la bomboniera ha trovato una sua catalogazione anche negli archivi museali (era citata solo come tabacchiera e porta bon-bon), ha una sua storia (sono stati editati ben tre volumi) e una sua rivista specializzata, Bomboniera Italiana, ha una sua precisa identità commerciale, ha sue fiere specializzate.

Info: Federazione Italiana Operatori - Regali Bomboniere Tessuti e Complementi d’Arredo - Ufficio operativo: c/o Ascom – Via Monte S. Valentino 2, Viterbo - Tel 0761370590 - fax 0761371951.

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