Il pane diviene soggetto, discussione e meditazione, generatore di temi e pensieri

Milano, Spazio Oberdan: una collettiva esplora il cammino del pane

  Cultura e società  

Nell’ambito dell’iniziativa “Non di solo pane”, martedì 26 novembre 2013 allo Spazio Oberdan di Milano è stata inaugurata la mostra collettiva Rito, costume e paradosso sul cammino del pane, un racconto fatto di una molteplicità di linguaggi, di segni, forme e materiali.

L’esposizione ospita una serie eterogenea di opere di generazioni di artisti a confronto, che offrono il loro punto di vista sul cibo, tema al centro dell’Expo 2015 di Milano.

 La storia del pane viene assimilata alle radici dell’uomo: dalla pagnotta “preistorica” di Lelo Cremonesi, con le tipiche figure rupestri che abbiamo classificato come le prime espressioni "d’arte" dell’uomo, alla forma di terracotta, morbida e sensuale, che evoca colline o seni di madri nutrici nell’opera di Pasquale Ninì Santoro; dal grano e la farina offerti da una sorta di cordone ombelicale secondo la visione di Silvia Cibaldi, al riferimento al ciclo vitale nei lavori di Mario Raciti e di Mariangela De Maria, ai riti eleusini nelle elaborazioni di Carla Cacianti. Il percorso porta, poi, l’attenzione dello spettatore a una memoria perduta, come nel lavoro di Valerio Gaeti, che, con legno, cenere, spine, rimanda ai culti praticati per la conservazione degli alimenti tramite la cenere. Dal nomadismo agli insediamenti stanziali alla emigrazione in cerca di cibo. Il pasto consumato collettivamente si arricchisce di nuovi rituali e la tavola diventa il luogo dove esprimere cultura o mettere in mostra il proprio status sociale, assumendo così una funzione culturale all’interno del rituale del cibo. L’esposizione arriva, infine, ai giorni nostri, riflettendo sullo spreco di cibo, simbolizzato dal luogo emblematico del consumismo superficiale e disattento: la discarica, rappresentata qui dall’opera di Iuccia Discalzi Lombardo, un imponente ammasso di materiali differenti e disordinati, materiali di scarto trasformati e rivisitati che diventano soggetto di una chiara e allusiva metafora.

La mostra, che propone anche due video, molto differenti tra loro: “Mein Koma” (Pane e risvegli) di Nicola Bettale e “A sud di nessun nord” di Gaetano Fracassio, proseguirà fino al 26 gennaio 2014.

A gennaio 2014 sono previsti anche due eventi collaterali presso la Sala Merini dello Spazio Oberdan: la proiezione del film del regista Beppe Arena Il fuoco che non muore mai” sulla vita di Tina Modotti (20 gennaio) e la performance musicale del Maestro Christopher Pisk, che eseguirà al pianoforte “Panis Noster”, poema sinfonico composto appositamente per il progetto “Non di solo pane” (14 gennaio).

La mostra, che merita di essere vissuta di persona, può essere visitata dalle 10,00 alle 19.30 (martedì e giovedì fino alle 22). Lunedì lo spazio museale è chiuso.

Info: Spazio Oberdan – www.provincia.milano.it/cultura - Sblu_spazioalbello – www.sblunondisolopane.tumblr.com.

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