Grande affluenza di visitatori all’inaugurazione della mostra sui Baci Perugina, svoltasi il 12 febbraio 2014 a Roma, nel Complesso del Vittoriano (Sala Giubileo, ingresso Ala Brasini).

Baci Perugina. Un amore italiano

  Cultura e società  

La mostra, che resterà aperta con ingresso gratuito fino al 23 marzo, celebra oltre 90 anni di storia dei cioccolatini italiani più famosi del mondo. Cioccolatini di cui ogni anno si vendono trecento milioni di pezzi in 55 diversi paesi nel mondo.

Il pubblico può ammirare cimeli storici come la dedica del poeta futurista Marinetti, tutte le diverse confezioni prodotte dal marketing Perugina, dalle prime in cartoncino piuttosto anonimo a quella classica con il bacio stilizzato degli innamorati, liberamente ripresi dal celebre quadro di Hayez, alle ultime creazioni a forma di tubo, palla e tante altre.

Da non perdere naturalmente anche una ampia rassegna dei famosi "pensierini" che si trovano incartati dentro ciascun involucro di stagnola dei Baci, pensierini che nei primi tempi erano piuttosto di tipo scherzoso, mentre col tempo si sono sempre più orientati esclusivamente sul tema sentimentale.

La mostra, anche se focalizzata soprattutto sui Baci, offre comunque un interessantissimo affresco di come sia nata e si sia evoluta la Perugina, una delle più antiche industrie italiane, vantando una storia ultracentenaria.

Tutto inizia a Perugia, il 30 novembre del 1907: Francesco Andreani, Leone Ascoli, Francesco Buitoni e Annibale Spagnoli fondano la "Società Perugina per la fabbricazione dei confetti". Capitale sociale lire 100.000, sede in un seminterrato in via Alessi in pieno centro storico della cittadina umbra. È il principio di una storia destinata a lasciare il segno nella vita e nella memoria di tutti gli italiani.

Nel 1915 Perugina si trasforma da piccola attività manifatturiera a vera e propria industria. Proprio mentre l'Italia entra in guerra, nell'estate del 1915 l'azienda si trasferisce nel nuovo stabilimento di Fontivegge dotato dei più moderni macchinari. La gamma di produzione si amplia: ai confetti si aggiungono caramelle cioccolato e cacao in polvere.

Nel 1922 Luisa Spagnoli, l'intraprendente moglie di uno dei quattro fondatori, che cerca un sistema per utilizzare la preziosa granella di nocciole, dà forma ad un nuovo cioccolatino: gianduia guarnito da una nocciola intera e ricoperto di cioccolato fondente. La forma irregolare ricorda la nocca di una mano. Viene battezzato "cazzotto". È Giovanni Buitoni a rinominarlo Bacio Perugina, mentre Federico Seneca aggiunge il cartiglio che diventerà il segno di riconoscimento che lo ha reso unico e inconfondibile messaggero d'amore. Nel 1923, dopo una serie di contrasti tra i soci fondatori, la famiglia Buitoni acquisisce il controllo dell'azienda. Cambia la ragione sociale che si trasforma in una società anonima. Cambia anche il nome, che diventa semplicemente "Perugina".

Nei decenni successivi la Perugina espande il suo mercato, aprendo negozi in tutto il mondo. Il Bacio è sempre il prodotto di punta, ma nel suo primo mezzo secolo di vita viene vissuto come cioccolatino impegnativo, un gesto importante. L'evoluzione del costume, durante gli anni 80, individua un pubblico nuovo, informale, curioso e dal linguaggio disimpegnato: i giovani. Nasce così l'idea del tubo di baci Perugina, la confezione che traduce un messaggio tenero in chiave moderna, richiamando l'idea della coppia di piccioni che tubano.

Ma oggi il bacio Perugina, anche se resta la più dolce tradizione per San Valentino, va oltre il legame di coppia ed è sinonimo di dolce regalo per la festa della mamma e del papà, per Natale e per ogni altra occasione da festeggiare.

Ugo Dell'Arciprete

 Versione stampabile




Torna