IDENTITÀ - Programma artistico e culturale della stagione 2016 - 2017

Milano, Manifatture Teatrali Milanesi (MTM): la stagione teatrale

  Cultura e società  

Un'identità forte è una finestra sul mondo, capace di includere in sé anche le altre. - ha scritto Raffaele La Capria - Se è debole, invece, si limita a glorificare sé stessa.

La prima stagione teatrale di Manifatture Teatrali Milanesi (MTM), nata nel 2015 dall’incontro fra Teatro Litta e Quelli di Grock, è stata presentata pensando al cielo di una città come Milano, con le sue stelle, che metaforicamente si trasformavano in rotte da seguire, attraverso una davvero ampia e variegata proposta di spettacoli e di iniziative culturali nelle 3 sale teatrali che gestiamo.

Quest’anno, nel presentare il nuovo programma artistico per la stagione 2016-2017, abbandoniamo le stelle per parlare di identità. Il motivo è dato da una nuova metamorfosi con cui MTM si presenta ancora una volta alla città con la sua offerta culturale e artistica, all’insegna del cambiamento e dell’arricchimento di nuove identità al suo interno.

Il cambiamento è una costante nella scienza; l’energia, la materia si trasformano, si fondono, crescono. Anche la nostra vita è in perenne mutazione e, soprattutto in questo ultimo secolo, stiamo assistendo a velocissime trasformazioni che si rincorrono una dopo l’altra grazie anche al moltiplicarsi di tecnologie sviluppate dall’ingegno umano. Il cambiamento quindi è in noi ma sta a noi scegliere come viverlo, possiamo quindi percepirlo come una morte o come una rigenerazione, possiamo aggrapparci ai vecchi ricordi o decidere di farcene di nuovi, possiamo arroccarci a difesa di antiche abitudini o rivoluzionarle. È impossibile non cogliere e analizzare i mutamenti profondi che stanno avvenendo nel nostro tempo che dovrebbe essere caratterizzato dall’espansione, dalla contaminazione e non dalla paura di perdere un’identità che siamo spesso portati a considerare come uno scudo, una protezione, un modo di segnalare al mondo chi siamo. Ci sforziamo di apparire aperti e disponibili, ma in realtà resta forte il timore dell’intrusione e quindi l’interazione fra soggetti che hanno identità diverse si inceppa e blocca il tanto auspicato desiderio di negoziare un progetto comune, cementificando invece i rapporti e impendendo una palingenesi del futuro. Ecco quindi che l’identità diventa autoreferenziale e invece di espandersi si erode e invecchia nutrendosi di convinzioni radicate e abitudini inveterate.

Manifatture Teatrali Milanesi fin dal suo inizio, ha rappresentato una radicale “anomalia” nel sistema teatrale Milanese, che dallo storico connubio Grassi-Strehler nell’immediato dopoguerra, ha dato l’impronta di “casa” a ogni iniziativa teatrale che si è sviluppata nella seconda metà del secolo scorso nella nostra città. L’anomalia di MTM sta appunto nel ribaltare questa dinamica esistente nella società teatrale decidendo di condividere saperi e esperienze fra “case storiche” diverse fra loro per poetica e per operato artistico. Questa scelta è stata fatta in virtù di quel cambiamento che consideriamo necessario per costruire il futuro favorendo scambio e apertura in contrapposizione alla rendita di posizione storicizzata e decisamente anacronistica.

L’intento di MTM è quello di armonizzarsi con il mondo e la società contemporanea in costante trasformazione. Sebbene il Teatro sia un’arte antica come l’uomo, come l’uomo deve plasmarsi a nuove forme di condivisione in cui i confini siano permeabili per permettere una ricerca oggettiva di comprensione della realtà che ci circonda. A MTM non hanno mai interessato semplici formule associative che vedono il simile convivere con il simile creando così riserve protette in cui ci sia spazio solo per identità omologhe e non interroganti.

L’arte non può restare incastrata in affiliazioni consanguinee ma deve promuovere ibridazioni ardite per essere più vicina alla vita reale in cui le identità si frammentano per poi ricomporsi in nuove.

Convinti di ciò e per questo motivo MTM vuole sostenere la naturale convivenza delle differenze identitarie in una piattaforma aperta, creativa e malleabile grazie alla quale far crescere un progetto comunitario che promuova l’agognato “meticciato culturale e generazionale” in una città come Milano che sta vivendo grandi mutamenti non solo sociali.

Da tempo infatti è in atto una vera e propria metamorfosi della città che da “capitale lavorativa” sta acquisendo un nuovo volto grazie alla rivalutazione di spazi, contaminazioni fra vecchia e nuova architettura, aree verdi e pedonali favorendo il benessere del cittadino che ritrova il piacere di abitare la propria città e di godere di tutte le opportunità che vengono offerte.

Questo rinnovamento può dare una notevole spinta culturale a Milano e MTM partecipa e parteciperà in prima persona a un fermento artistico che da tempo mancava, con il suo progetto pionieristico e assolutamente all’avanguardia sia da un punto di vista ideologico sia da quello più pragmaticamente aziendale.

Usando la parola “aziendale” vogliamo infrangere un tabù che da anni perseguita gli artisti che non hanno mai avuto il coraggio di proclamare la loro professione produttiva anche economicamente: fare teatro è un lavoro e dà lavoro. Attualmente invece esiste ancora una anacronistica distanza fra il mondo lavorativo che sta diventando sempre più liquido e quello teatrale che pare avere ancora un’ossatura rigida di enclave ristretta e chiusa in recinti culturali che non hanno più ragione di essere.

Anche il pubblico non segue più sentieri prestabiliti, ma viceversa è più disposto a crearsene di propri senza curarsi della “appartenenza” a un gruppo definito, ma aderendo invece a collettività più allargate ed eterogenee come quelle dei social.

Per questo motivo MTM alla sua seconda stagione si vuole presentare come una piazza aperta, una piattaforma culturale e artistica in cui far confluire esperienze che, senza omologare, possano proteggere le peculiarità e le diverse identità.

Infatti a partire da maggio 2016 annunciamo con gioia l’entrata in MTM della Compagnia Corrado d’Elia in qualità di “compagnia residente” e lo stesso Corrado d’Elia, regista, attore e fondatore di Teatri Possibili e del Teatro Libero, lascia dopo 18 anni la sua “casa” teatrale, per aprire un nuovo capitolo artistico nel progetto MTM, investendo tutta la passione, la professionalità che lo contraddistinguono e condividendo di fatto la responsabilità artistica di MTM.

Su un diverso versante, MTM ha iniziato anche una collaborazione artistica con Paolo Scotti e la BaGS Entertainment. Scotti, impresario e produttore teatrale, ha diretto alcuni dei più importanti teatri italiani come il Teatro delle Celebrazioni di Bologna, il Teatro Smeraldo, il Teatro Ciak e il Teatro Nazionale di Milano e, attualmente, il Teatro Creberg di Bergamo.

L’identità di MTM è caleidoscopica, è un mosaico fatto di tessere in perpetuo movimento che di volta in volta creano figure straordinarie e uniche riverberando la loro luce in tutta la città, poiché MTM non accentra la sua attività in una sola sede ma si espande dal centro storico, in cui è ubicato il Teatro Litta, fino ad arrivare a Città Studi, un quartiere che assomiglia sempre più a un campus universitario e che sta vivendo attualmente una rivalutazione urbanistica importante grazie a un progetto che renderà Piazza Leonardo da Vinci uno spazio di aggregazione giovanile.

In un solo anno di vita MTM ha speso poche parole ma tanto impegno, ha concretizzato in maniera rapida ed efficace un progetto totalmente innovativo e originale, facendo sentire la sua presenza nella città a oltre 55.000 spettatori che hanno frequentato le nostre sale nella stagione 2015-2016.

Il programma artistico per la stagione 2016-2017 si sviluppa nell’arco di 10 mesi pieni di attività di spettacolo e cultura che prevedeno 37 spettacoli, in 3 sale teatrali, con un totale di 302 “alzate di sipario”, numerosi progetti “speciali”, quali Apache (quarta stagione per 24 “alzate di sipario”), Cactus (seconda stagione, evoluzione delle 10 edizioni del precedente Connections), HouseOf The RisingSun (HORS) alla sua prima stagione per 12 “alzate di sipario”. A questi si aggiungono i fuori programma dedicati ancora al teatro, come il festival Incroci Teatrali, e alla musica sia classica con il progetto di Divertimento Ensemble di Alessandro Gorli al Teatro Litta, che jazz con quello di Area-M al Teatro Leonardo.

Se volete pensare a MTM pensate a qualcosa di diverso, così come recitava il famoso slogan inventato nel 1997 da Lee Clow per la Apple: Think different.

Responsabilità artistica: Gaetano Callegaro - Valeria Cavalli - Corrado d’Elia - Antonio Syxty

Compagnia Corrado d’Elia

Info, programma completo della stagione, prenotazioni. www.mtmteatro.it

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