La mostra può essere visitata, gratuitamente, fino al prossimo 2 luglio 2017

Milano, Triennale: the Beauty of Imaging

  Cultura e società  

Martedì 30 maggio, Diana Bracco, Presidente ed Amministratore unico del Gruppo Bracco, che quest’anno celebra il suo novantesimo anniversario, ha presentato la mostra The Beauty of Imaging in corso alla Triennale di Milano finoal 2 luglio.

L’obiettivo che ci siamo posti è far conoscere al grande pubblico una disciplina medica ancora poco nota, che però ha un’importanza straordinaria per la vita delle persone in tutto il mondo. - ha affermato Diana Bracco - Per raggiungerlo abbiamo scelto di usare il linguaggio dell’arte e della divulgazione scientifica comprensibile anche ai più giovani. E per riuscire in questa difficile impresa abbiamo coinvolto dei partner d’eccezione: Marco Balich, lo Studio Giò Forma e Mauro Belloni che ringrazio di cuore.

La mostra The Beauty of Imaging spiega l’importanza dell’imaging diagnostico ed illustra, attraverso il linguaggio dell’arte, il percorso che è stato compiuto per realizzare la diagnostica per immagini, vale a dire per guardare dentro al corpo umano, combinando insieme fisica, biologia, chimica, farmacologia e medicina per salvare vite umane.

Il percorso espositivo, che si avvale di tecnologie iper-contemporanee, coinvolge il visitatore in un viaggio ludico ed appassionante “dentro e fuori” il corpo umano. Il visitatore è libero di muoversi esplorando i contenuti resi in forma “edutainment”: semplificati per un pubblico di non addetti ai lavori, ma preservandone il valore e l’attendibilità scientifica.

La storia dell’imaging è davvero incredibile. - ha aggiunto Diana Bracco - La timeline che si vede nella mostra ci riporta indietro nel tempo per restituire l'evoluzione della diagnostica: dal primo trattato sul magnetismo di William Gilbert “De Magnete”, alle anticipazioni degli esperimenti di Roentgen ad opera di Goodspeed e Jennings, fino alla celebre scoperta nel 1895 dei Raggi X avvenuta, come molte delle grandi rivoluzioni scientifiche, per un caso fortunato. In questa vicenda appassionante ci sono anche delle vere eroine come Marie Curie, straordinaria figura di donna e scienziata che mi ha sempre affascinato, e i cui studi sono stati determinanti per l’avvio della medicina nucleare. Puntare con lungimiranza sui mezzi di contrasto ha fatto di noi un leader globale in un comparto delle scienze della vita tecnologicamente avanzatissimo. - ha sottolineato Diana Bracco - Ormai una procedura a raggi X su tre nel mondo è fatta con prodotti Bracco: un dato di grande soddisfazione per un’impresa familiare e, credo, per l’intero Paese.

Introduce la mostra la frase di Röntgen (scopritore dei raggi X, che ha ricevuto il premio Nobel per la fisica) che chiarisce l’approccio dello scienziato di fronte alla scoperta e in qualche modo sottolinea anche il “taglio” dell’intero impianto della mostra: la sorpresa di fronte alla scoperta della bellezza, “dall’interno”.

Quindi, Dr. Röntgen, si tratta di luce?. No. È elettricità?” No. Cos'è? Io davvero non lo so.

Marco Balich, Chairman Worldwide Shows Corporation, che ha curato con FeelRouge Worldwide Shows la supervisione artistica della mostra, insieme a Florian Boje di GiòForma, che ne ha curato il design e il progetto di allestimento, e a Mauro Belloni, direttore dei contenuti, ha illustrato e raccontato come è nato il percorso espositivo, che porta il visitatore in un viaggio ludico ed appassionante “dentro e fuori” il corpo umano ...

Il percorso espositivo realizzato da FeelRouge e GiòForma per celebrare il 90° anniversario di Bracco - ha spiegato Marco Balich - è un viaggio affascinante con un messaggio positivo e ottimista per il futuro della medicina attraverso la potenza e la bellezza dello studio del corpo umano.

Nello spazio espositivo, in cui il visitatore è libero di muoversi, campeggiano tre grandi strutture antropomorfe (una Venere, un guerriero con lancia ed un bronzo di Riace) che chiariscono chi sia il vero protagonista della narrazione: l’essere umano.

La parete di destra, poi, è un lungo viaggio nel tempo che parte da Democrito ed arriva fino al 2020: racconta per immagini e didascalie la storia della diagnostica per immagini attraverso le sue tappe fondamentali, arricchita da una serie di note curiose, come l’esperimento di due scienziati americani (Goodspeed e Jennings) che avevano, inconsapevolmente, anticipato la scoperta di Roentgen ma, per loro sfortuna, non ne avevano colto la portata e il valore. Il racconto storico sottolinea come la moderna diagnostica sia frutto di uno straordinario scambio globale di “saperi” anche in periodi di tensione sociopolitica.

Sulla parete opposta, invece, il visitatore può fare il cosiddetto “deep dive” (tuffo profondo) nelle quattro tecnologie della diagnostica. I grandi schermi interattivi, infatti, permettono di esplorare, con un taglio semplificato e divulgativo, la fisica, la chimica, la biologia, le applicazioni e le implicazioni di Raggi X / TAC, Risonanza Magnetica, Ultrasuoni, Medicina nucleare.

Una grande installazione “genera” domande e risposte a 9 zeri: sono i “big data” della diagnostica per immagini che raccontano l’impatto sociale dell’”imaging” sulla vita dell’intero pianeta. Il cuore dell’”imaging” e delle tecnologie ad esso correlate, come i mezzi di contrasto, è la ricerca: il grande tavolo al centro della stanza è una moderna “wunderkammer” (stanza delle meraviglie) corredata di supporti tecnologici per raccontare l’importanza e il ruolo della ricerca nei mezzi di contrasto a cavallo tra presente e futuro.

Al termine dello spazio espositivo una figura antropomorfa, composta da migliaia di immagini diagnostiche, modellata sulla forma di uno dei Bronzi di Riace, rappresentare l’umanesimo dell’imaging come scienza per la vita.

Nella sala di proiezione, alle spalle della grande scultura, viene proiettato il video Vedere l’Invisibile: una narrazione per immagini, con musica e voce narrante, combinata ad un effetto olografico, che racconta come il viaggio nel corpo umano sia soprattutto un grande viaggio di cultura e conoscenza.

Intervenendo alla presentazione della mostra, Fulvio Renoldi Bracco, Amministratore Delegato di Bracco Imaging, ha annunciato due iniziative rivolte ai giovani medici. La prima è Bracco Fellowships, un programma di 90 borse di studio per la formazione di giovani radiologi europei, che sarà coordinato dalla Scuola Europea di Radiologia (ESOR). La seconda iniziativa formativa, varata in collaborazione con la Società scientifica Sirm, riguarda tre borse di studio riservate a giovani radiologi italiani. Un’opportunità dal valore complessivo di 75 mila euro, dedicate in modo particolare al tema della salute delle donne.

Parlando di futuro dell’imaging - ha concluso Diana Bracco - do a tutti appuntamento al simposio scientifico internazionale dedicato alle Scienze della vita e al futuro dell’imaging che terremo il 30 giugno a Colleretto Giacosa (Ivrea), presso il nostro Centro Ricerche del Bioindustry Park.

Al convegno hanno già confermato la loro partecipazione, tra gli altri, il Premio Nobel Jean Marie Lehn e il Professor Sam Gambhir, massimo esperto sugli sviluppi della diagnostica. Una Tavola rotonda intitolata Giovani, ricerca, lavoro affronterà poi l’innovativa figura del ricercatore industriale.

Info: The Beauty of Imaging - Triennale di Milano - Viale Alemagna, Milano - dal 31 maggio al 2 luglio 2017

Giovanni Scotti

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