La mostra, inaugurata il 23 gennaio, sarà visitabile fino al 14 marzo 2014

Milano, Lisson Gallery: la prima personale italiana dell’artista pakistano Rashid Rana

  Cultura e società  

Lavorando con immagini sfaccettate e moltiplicate, Rashid Rana scompone in pezzi l’universo visibile al fine di ricostruirlo di nuovo. Nelle sculture, nei video e nelle stampe fotografiche, Rana trasforma istantanee raffiguranti insegne di negozi di Lahore in rappresentazioni di paesaggi urbani astratti o utilizza riproduzioni di dipinti dei maestri dell’arte come se fossero campi digitali di colore. Utilizzando la struttura a griglia, l’artista ha recentemente iniziato a rimaneggiare quadri famosi come Il Ratto delle Figlie di Leucippo (1618) di Pietro Paolo Rubens e Il Giuramento degli Orazi (1786) di Jacques Louis-David, mescolando queste opere celebri in puzzle pixelati e codificati.

La tecnica di saldatura e cucitura usata da Rana può essere carnale e violenta, come nella serie non ancora conclusa di quadri barocchi e neoclassici brutalmente lacerati e ri-assemblati, nota comunemente come la “Serie della Traslitterazione”.

Per la sua prima personale in Italia, Rana ha voluto riflettere l’eredità culturale della città ospite nel materiale d’origine delle sue opere, scegliendo dipinti di artisti provenienti da Milano, come Andrea Solari e Cesare da Sesto. Mentre gli originali di questi dipinti sono esposti al Louvre di Parigi e alla National Gallery di Londra, Rana restituisce simbolicamente alla fonte cui hanno attinto i suoi creatori le immagini delle opere, sebbene visualmente distorte e temporaneamente sostituite nel processo creativo. Rana complica e ridefinisce le nozioni opposte di figurazione e astrazione, manipolazione e realtà, ma riesce anche a spingere il mondo fuori dal suo asse e a trascendere i mezzi di comunicazione sia tradizionali che tecnologici.

Rashid Rana è considerato il principale artista pakistano della sua generazione, Rashid Rana all’inizio divenne noto nel Sud Asiatico insieme ad artisti come Shazia Sikander e Subodh Gupta, prima di conquistare una fama più ampia e internazionale nei primi anni 2000. Il lavoro di Rana include pratiche artistiche sia orientali che occidentali, prendendo equamente in prestito elementi delle forme islamiche così come del Rinascimento, del Realismo francese o del Modernismo.

I primi fotomontaggi - realizzati all’inizio riposizionando minuziosamente a mano minuscoli quadrati di immagini in micro–mosaici e in seguito utilizzando un software informatico - sovrapponevano immagini porno hardcore alla sagoma del burqa (Veil, 2004) e trasformavano centinaia di istantanee grafiche di macelli in riproduzioni di tappeti persiani (Red Carpet, 2007). La miscellanea tra politica, civilizzazione e tempo in Rana prende anche una forma a tre dimensioni, nei lavori della serie Desperately Seeking Paradise (2007-2011), che unisce umili strade e case di Lahore alla promessa architettonica dei grattacieli e delle linee scivolose del Minimalismo.

Rashid Rana è nato a Lahore, in Pakistan, nel 1968. Vive e lavora tra Lahore e Toronto. Ha studiato pittura presso il National College of Arts di Lahore e il Massachusetts College of Fine Arts di Boston, prima di unirsi al corpo docenti del Beaconhouse National University di Lahore, dove insegna tuttora. Le sue mostre personali recenti includono: Labyrinth of Reflections presso Mohatta Palace Museum, Karachi (2013); Cornerhouse, Manchester (2011) e Musée Guimet, Pargi (2010). Ha partecipato a importanti mostre collettive, tra cui: Kiev Biennial (2012); Fotomuseum Winterthur, Whitechapel Gallery e Saatchi Gallery, London (2010); the Asia Society, New York (2009), la quinta Asia Pacific Triennale, Queensland Gallery of Art, Brisbane (2006) e la Singapore Biennial (2006).

Info: Rashid Rana - dal 24 gennaio al 14 marzo 2014 - Lisson Gallery Milan - via Zenale 3, 20123, Milano - milan@lissongallery.com.

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