Amedeo Martegani è un artista difficilmente etichettabile

Milano, Galleria Milano: personale di Amedeo Martegani

  Cultura e società  

Mercoledì 14 marzo 2018, alla Galleria Milano, in Via Manin 13 e Via Turati 14, a Milano, sarà inaugurata Bisanzio, la mostra personale di Amedeo Martegani, artista volutamente di difficile etichetta, il cui operare, all’insegna dell’avventura intellettuale, è libero da certezze e dogmi, in primo luogo quelli dell’arte.

Amedeo Martegani (Milano, 1963) ha fatto il suo esordio nel 1985 prendendo parte alla ormai storica collettiva nell’ex-fabbrica Brown Boveri di Milano. L’anno seguente ha preso parte alla collettiva curata da Corrado Levi “Il Cangiante” (PAC, Milano), nel cui titolo Martegani riconosce ancora oggi se stesso e la propria poetica, libera e mutevole. Tra le altre mostre ricordiamo: “Spunti di giovane arte italiana” allo Studio Corrado Levi (Milano, 1987); “Arte Nuova d’Italia” allo Studio Marconi (Milano, 1987). Negli anni Novanta, tra le altre, ha personali presso la Galleria Massimo De Carlo di Milano, la Galleria Lia Rumma di Napoli e la Galleria Emilio Mazzoli di Modena. Proseguono le esposizioni negli anni duemila in gallerie e musei, tra cui il Museo d’Arte Contemporanea di Guadalajara (Messico), la Galleria De Cardenas di Milano, ancora la Mazzoli di Modena e un ampio progetto installativo all’Oratorio di Santa Chiara (Vigoleno, 2016).

La mostra è incentrata sul concetto del disegno come costruzione mentale, come volontà di pensare astratto che permette l’apertura ad un itinerario imprevisto.

Un lampone e una pietra fungono da fulcri della mostra, paradigmi del disegno e del pensiero (scrive Elio Grazioli, che ha curato la mostra. Dall’accostamento di due elementi apparentemente così distanti scaturisce un dialogo misterioso e alchemico. C’è, poi, un terzo oggetto-fulcro, un libro, una sorta di taccuino aumentato contenente disegni, foto, acquarelli.

Disegni, acquarelli, e poi sculture in ceramica e bronzo, ricami su organza, opere vecchie e nuove, dispiegano questi tre nuclei nell'installazione della mostra che allude a un possibile punto di incontro tra Oriente e Occidente, possibile in diversi sensi: una storia particolare e singolare, un sentiero storico che avrebbe potuto portare la storia altrove. Un po' del lampone e un po' del sasso, metafora dell'arte stessa: un territorio un poco isolato ma popolato per tentare di deviare il percorso degli eventi. Un luogo magico anche, tutto ori e oggetti e storie favolosi, scomparso dentro le pieghe della storia ma radicato nell'immaginario e proiettabile nel futuro" (scrive ancora Elio Grazioli).

In occasione della mostra sarà disponibile un poster corredato dal testo critico di Elio Grazioli.

La mostra sarà visitabile fino a venerdì 20 aprile 2018, da martedì a sabato dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00

Info: info@galleriamilano.com

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